La Seconda Guerra Mondiale

 

CORENO AUSONIO UN PAESE NELLA TRAGEDIA DELLA GUERRA
novembre 1943 - maggio 1944
Il lungo e doloroso calvario di una popolazione che non si è arresa
e ha ricomposto con grande coraggio la sua identità comunale


Carrarmati in Piazza Umberto I

Coreno Ausonio ha vissuto la tragedia dell'ultima guerra, tra il settembre 1943 ed il maggio 1944, come il maggiore caposaldo della linea difensiva tedesca, la "linea Gustav", che correva lungo le sue montagne, dal "Faito", al "Ceschito", ai "Feuci" e a "Monte Maio", come risulta dagli stessi bollettini di guerra dei due eserciti contrapposti.
Che il fiume Garigliano e le montagne che lo proteggevano dovessero diventare una linea difensiva ad oltranza da parte dei tedeschi per contrastare la "facile" avanzata dell'esercito alleato che da Salerno, era salito lungo la costa ,utilizzando la propria superiorità numerica e tecnica in uomini e mezzi , si poteva , già desumere, dall'ottobre 1943, quando una ordinanza del Comando germanico, imponeva lo sgombro dal paese della popolazione civile mettendo anche a disposizione i mezzi di trasporto per il trasferimento a nord di Roma.
L
a popolazione di Coreno dimostrò in quella circostanza il suo primo atto di coraggio e di attaccamento al proprio paese, rifiutando in massa di salire sui camions e rifugiandosi in montagna.
La reazione tedesca non si fece attendere e nei giorni successivi ci furono i primi rastrellamenti che interessarono non soltanto gli uomini da deportare nelle fabbriche belliche in Germania o al fronte a scavare trincee e trasportare con i muli il "rancio" per i soldati che veniva preparato nelle cucine da campo all'interno dell'abitato, ma anche donne e bambini . E ciò è accaduto in varie riprese, negli otto mesi di occupazione, con l'aggiunta di razzie spoliative anche per privare i rifugiati del sostentamento e costringerli così a lasciare le montagne per fame. E spesso i rastrellati, vecchi , donne, bambini e uomini non abili ai lavori, venivano portati a Ceprano da dove se ne ritornavano a piedi nei loro ricoveri in montagna.
I mesi trascorsi in montagna sono stati costellati da centiniaia di episodi di sofferenze, ferocia persecutoria da parte delle truppe occupanti, eccidi come quello della "Matthia" e di "Vallauria" e successivamente al 14 maggio, giorno in cui il paese è stato..."liberato", il tragico impatto con le truppe marocchine.
Gli episodi più importanti sono stati raccolti in libri di storia come "Linea Gustav" e "Mal'aria" di Costantino Iadecola e descritti dettagliatamente sul periodico locale "La Serra" e si ha da questi la dimostrazione testimoniale del coraggio e dei sacrifici affrontati dalla popolazione che veniva a trovarsi ogni giorno e ogni notte al tragico bivio tra il rifugiarsi nei ricoveri di fortuna per sfuggire alle bombe rischiando però di essere presi dai tedeschi e quello di fuggire all'aperto rischiando le bombe.
Riportiamo di seguito, e in ordine cronologico, la descrizione di alcuni di questi episodi rinviando i particolari al periodico "La Serra" dove sono stati pubblicati e che vengono allegati.

08.09.1943 : l'armistizio ("La Serra" n° 1/2. pag.8)
Il giorno dell'armistizio può essere considerato la immediata vigilia delle sventure della guerra a Coreno; il risveglio alla dura realtà dopo un sogno.
L'otto settembre 1943 fu firmato l'armistizio e l'avvenimento ci fece sognare l'uscita da una situazione di incubi e di privazioni e furono suonate a festa le campane ma verso sera ci fu un'incursione aerea tedesca su Gaeta e si tornò alla realtà di una situazione che sarebbe diventata sempre più tragica.

23.09.1943 : Il primo rastrellamento ("La Serra" n° 1/2. pag..8)
La mattina del 23 settembre 1943 giunsero a Coreno alcune camionette tedesche dalle quali discesero soldati delle SS che iniziarono a rastrellare gli uomini validi che venivano caricati su dei camion in sosta in piazza. Fu un brutto segnale che convinse le prime famiglie ad abbandonare il paese per rifugiarsi in montagna.

10.10.1943 : L'ordine di sfollamento ("La Serra" n°1/2. pag.8)
Nella mattina del 10 ottobre 1943 giunse in piazza una camionetta tedesca. Ne discesero alcuni ufficiali che affissero sulla porta della Chiesa l'ordine di sfollamento da Coreno, fissando appuntamento per il giorno dopo a chi avesse voluto partire con gli automezzi messi a disposizione dallo stesso Comando tedesco.
Nessuno si presentò e chi ancora non l'aveva fatto, si affrettò a raggiungere le montagne sistemandosi nei pochi metri quadrati delle "caselle" (piccoli locali che in tempo di pace erano utilizzati per il ricovero di bestiame e di attrezzi da lavoro) e a centinaia si ritrovarono in una situazione di promiscuità e d'igiene indescrivibili che portò presto a malattie come il tifo e la scabbia oltre ad avere nelle cuciture delle maglie che indossavano lunghe file di pidocchi. Oltre alla penuria di viveri e di bestiame che si assottigliavano sempre di più anche per le razzie tedesche, si aggiunse nella primavera il grosso problema della mancanza d'acqua che era stata fino ad allora "pescata" nei pozzi abitualmente utilizzati dai pastori per abbeverarci il gregge. Per il mangiare si dovette ricorrere alle ghiande che avevano sempre costituito il pasto per i maiali e le carrube, alimento abituale per gli asin.i

Inizio febbraio 1944 : Il passaggio del fronte ( "La Serra" n° 1/2. pag.8)
L'attraversamento del Garigliano e lo sbarco di Anzio degli Alleati preoccuparono i tedeschi per un possibile accerchiamento e si ritirarono verso Esperia abbandonando la nostra pianura che diventò "terra di nessuno", attraverso la quale una parte della popolazione di Coreno superò la linea del fronte, con l'aiuto di guide improvvisate che conoscevano il terreno che era tutto minato, per ritrovarsi aldilà del fiume e fu trasferita in Calabria e in Lucania.
Anche questo passaggio fu funestato da morti e feriti per le mine o per le fucilate di cecchini tedeschi che erano stati lasciati a guardia delle retrovie

4. febbraio 1944 : tragedia a Vallauria. ("La Serra" n° 3 aprile,maggio,giugno 1989)
Uno degli obiettivi dell'offensiva alleata all'inizio di febbraio fu la costituzione di una testa di ponte oltre il Garigliano attrraverso la conquista di monte "Ornito" e di monte "Faito". Nei violenti combattimenti che ne seguirono venne coinvolta un casolare ( "casella" ) che "ospitava" alcune famiglie, che venne centrato da alcune granate con il tragico risultato di una strage (diciotto persone morte ed altrettante ferite e tra queste i soccorritori che, conosciuta la notizia, si erano portati sul luogo dell'accaduto).

12 aprile 1843 : la tragedia della "Màtthia". ("La Serra" n° 3 luglio-agosto-settembre 1990)
Un aviatore americano si era salvato paracatutandosi dal suo aereo da bombardamento abbattuto.
Fu raccolto e tenuto nascosto da alcune famiglie di Coreno, dapprima nella grotta al "Lavo" e successivamente in una casella in contrada "Màtthia", nonostante la consapevolezza del grave rischio di rappresaglia che il gesto di umanità avrebbe comportato se fosse venuto a conoscenza.. E ciò è purtroppo è avvenuto con la complicità di una spia che riferì al comando germanico indicandone il nascondiglio.
Nella notte del 12 aprile 1944 un plotone di soldati si recò presso il casolare indicato e si compì una strage : fu catturato il pilota americano, furono fucilati sul posto quattro civili corenesi ed altri furono feriti mentre cercavano di sfuggire alla rappresaglia.
Tra i morti ammazzati Domenico Ruggiero, un carabiniere in fuga, che aveva perso, il 5 dicembre 1943, la sua fidanzata Michelina La Valle, che si era suicidata per sfuggire ai tedeschi, buttandosi dalla finestra della sua abitazione.
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Si potrebbero raccontare ancora numerosi altri episodi dai quali traspare sempre lo spirito di sacrificio di una popolazione che, incappata, nella tragedia della guerra, ne aveva affrontato con dignità e coraggio le conseguenze di lutti e di patimenti inenarrabili senza perdersi mai d'animo per ricostruire il tessuto connettivo della società originaria del proprio paese.
In ultimo riportiamo i numeri, i nomi sono indicati a pag.6 e 7 de "La Serra" 1 e 2 del giugno 1994, edita in occasione del cinquantenario del passaggio della guerra a Coreno che fu anche occasione per la erezione di un monumento "Per la pace" in località "Marinaranne" che fu il centro nevralgico di tutta la "linea Gustav".

- Caduti e dispersi in guerra (1940-1944) 18
- Profughi deceduti o dispersi 64
- Deceduti per esplosione di mine 29
- Deceduti per causa incerta 2
- Deceduti a causa di bombardamenti 37
- Civili uccisi dai soldati 23

Totale deceduti e dispersi 173

Un altro dato che può risultare interessante è quello dei profughi :
666 persone sono state profughe nei territori occupati dai tedeschi.
458 persone hanno attraversato il fronte verso sud, raggiungendo le zone liberate.
86 I reduci di guerra sono stati

Coreno Ausonio li 11.05.2002

(Antonio Lisi)

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