Coreno Ausonio

Coreno Ausonio è dal 1862 il nome completo di un comune italiano di 1630 abitanti circa, in provincia di Frosinone dal 1927.
Coreno Ausonio è un piccolo centro in provincia di Frosinone situato su una collina alle estreme propaggini dei Monti Aurunci orientali da cui si gode un superbo panorama sul golfo di Gaeta e sulle isole Ponziane.
Il primo toponimo (Coreno) deriverebbe dal greco “Kora Oinous” che significa terra del vino, o ancora da “Korine(m)”, termine che indica la clava di Ercole, dio venerato in un tempio non lontano dal paese. Un’altra suggestiva ipotesi lascerebbe derivare da Kore (dea greca degli inferi) e Janus (dea della fertilità). UN’ultima ipotesi , diremo più accreditata lascerebbe provenire il toponomimo da un antico cognome di una famiglia romana Corenius. Non a caso c’è anche un rione (Li Coreni, come Stavoli, Ilormi, Orlandi, etc..) con medesimo nome che avrebbe poi dato nome al paese intero.
Il secondo toponimo invece, fu aggiunto nel 1862, anno in cui per decreto furono modificati o sostituiti i nomi dei paesi che avevano la stessa denominazione allo scopo di distinguerli ed evitare confusioni. Il termine “Ausonio” fu aggiunto per rivendicare l’appartenenza di questo territorio alla popolazione degli Ausoni e in particolare all’ antica città preromana di “Ausona”.A dire il vero il consiglio comunale deliberò AUSONICO, ma nelle carte
La stessa rivendicazione fu fatta dal vicino comune di Ausonia che scelse appunto questo nome (prima si chiamava Fratte ) in virtù della presunta ubicazione di tale città nelle vicinanze del centro attuale. Il nostro “viaggio nella storia” parte proprio da questo toponimo.
“Ausona” faceva parte insieme a Minturnae, Sinuessa, Suessa e Vescia , della cosiddetta “pentapoli aurunca”, fulcro della confederazione degli “Aurunci” ( o “Ausoni”) , popolo di stirpe italica di ipotizzata origine tirrenica.
Intorno al IV secolo a.C. tale popolo entrò in contatto con i Romani schierandosi apertamente contro di essi e alleandosi con i Sanniti. Tale alleanza risultò fatale: le città della pentapoli vennero annientate con estrema ferocia, a tal punto che due di esse (Vescia e Ausona) sono sopravvissute solo nel ricordo onomastico, mentre delle altre non si hanno che esigue notizie riguardanti la loro ubicazione. Per quanto riguarda Ausona, il desiderio degli storici di individuarne il sito originario è rimasto purtroppo insoddisfatto, a tal punto che si è messa addirittura in dubbio la reale esistenza di questa città.
Questo breve excursus storico è necessario e doveroso per chiarire il significato e gli obiettivi di questo sito dedicato al nostro paese che ovviamente, ben lungi dall’avere la presunzione di fornire notizie certe riguardanti l’antico centro àusone,vuole semplicemente essere una “raccolta” di esperienze e testimonianze fatte da “noi” , un gruppo di giovani profani in cui si è risvegliato l’interesse per l’antichità e per la storia, elementi di formazione e di crescita fondamentali della coscienza umana.

Per la nostra ricerca ci siamo avvalsi di alcuni testi a nostra disposizione che ci hanno aiutato ad individuare dei “resti” che giudichiamo molto interessanti . Tale ricerca è appena incominciata ; le notizie che riportiamo infatti qui di seguito non sono che una piccola parte di questo “viaggio” che abbiamo intrapreso.

Il centro attuale di Coreno è di origine medioevale, ma quello che a noi interessa è la parte del territorio che si trova in pianura, ovvero la valle del fiume Ausente , zona molto importante fin dall’antichità perché passaggio obbligato tra la bassa valle del Liri , il litorale pontino e la piana del Garigliano.

Ed è qui, infatti, che si è concentrata la nostra attenzione; è qui che abbiamo scoperto, o per meglio dire riscoperto le “tracce” più evidenti del nostro passato. Sicuramente l’elemento più importante è rappresentato dalla “GROTTA DEL FOCONE o GROTTA DELLE FATE”, al cui interno c’è una straordinaria opera monolitica di carattere sacrale risalente all’epoca romana o probabilmente ad una ancora più remota.
Un’altra interessantissima testimonianza è rappresentata dai resti di muro poligonale che si trovano su una piccola altura dove intorno al XIII secolo fu costruita la chiesa di SAN PAOLO, ora praticamente scomparsa.
Nei dintorni del muro si ritrovano resti di cocci e di materiale fittile per un raggio vastissimo:

<<[..]Ma il più peculiare esempio di antichi ruderi si rinviene in contrada Tore dei Galli.Una collinetta d’altronde può nascondere macerie di antiche costruzioni, sicchè il terreno ne resta semiarido. A Tore dei Galli, in località Puzzali, c’è una piattaforma di terreno con un lato cinto da un muro lungo m30 circa e alto da terra circa m1,80 costruito in tecnica pseudisodoma .Vi si nota l’apertura di una porta della larghezza di m 2, con soglia ricavata in parte dallo stesso pezzo che formava la base di un piedritto.Detta porta era affiancata da una specie di torrione (m.6 x 3) i cui muri affiorano dal terreno; masse in opus caementicium sono sparse qua e là o affiorano da terra insieme a blocchi squadrati per una larghezza ancora di m15 [..] >>.

Ancora, in un’ altra contrada, nei pressi di un pozzo, era adagiata, accanto ad un numero imprecisato di massi finemente squadrati , un’epigrafe in latino di cui non se ne conosce l’origine. Purtroppo ancora non abbiamo controllato se essa sia rimasta in quel luogo oppure sia stata oggetto di una trafugazione come mille altri reperti di cui se ne ricorda l’esistenza. D’altronde resti di mura di antiche origini , pietre lavorate, cocci e quant’altro sono visibili un pò dappertutto nella zona.

Il compito che ci siamo prefissati è pertanto quello di dare una conferma alle varie notizie che ci sono pervenute tramite il racconto degli anziani e degli abitanti della zona da una parte ed i testi di cui siamo in possesso dall’altra. Le premesse per farlo ci sono , ma abbiamo bisogno dell’aiuto di qualche persona interessata e più esperta di noi che ci aiuti a classificare, datare , rendere omogenei i vari elementi a nostra disposizione. In questa breve introduzione abbiamo fatto solo qualche accenno riguardo tali elementi che sono in numero elevato e di origini disparate ( basti pensare ad esempio al ritrovamento da parte di un contadino di alcune catene per schiavi, i quali servivano molto probabilmente all’estrazione del marmo nell’antichità; va detto infatti che la presenza del famoso “marmo di Coreno” , motore dell’economia locale del nostro paese, è accertata nei siti archeologici di Pompei e di Minturnae ); è per questo dunque che ci promettiamo di aggiornare continuamente il nostro sito non appena il nostro “viaggio” ci permetterà di rendervi testimoni di altre importanti “scoperte” che vi assicuriamo sono parte integrante di questo territorio.
Concludendo, invitiamo tutti coloro che sono interessati a visitare questo minuscolo “angolo di storia”, ed in particolare ci rivolgiamo agli studiosi affinché ci aiutino a non lasciare nell’oblio le testimonianze del nostro passato. (a.l.)

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