Coreno archeologica

Coreno … un milione di anni fa!
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Un’ampia distesa di acque calde e limpide che lasciano trasparire le bellezze del fondo, dove una scogliera ospita le più svariate forme di vita. Mentre in altre zone del nostro pianeta prosperavano colossali dinosauri, il nostro territorio era sommerso dalle acque ed esseri meno grandi e famosi costruivano delle imponenti scogliere che ancora oggi possiamo osservare facendo magari una passeggiata a “Vallaurea”. Questi animali ormai estinti sono le cosiddette Rudiste , dei molluschi dalla caratteristica forma a cono, i cui resti sono visibili in rilievo su molte delle rocce che formano le pendici del Monte Maio.
Scendendo la quota, lungo le Perella, proprio dove cominciano le prime case del nostro centro storico, troviamo testimonianza di un grosso cambiamento. E’ qui che sul terreno l’occhio esperto del geologo coglie un salto di circa 70 milioni di anni. Durante tutto questo tempo infatti il mare ha abbandonato le nostre terre per lunghi periodi, e quindi, non solo non si sono più deposti sedimenti, ma molte delle rocce esistenti sono state erose o alterate dagli agenti atmosferici. La grande sacca di terra rossa che si vede lungo la strada per Grisano, sulla curva a gomito iniziale è proprio una testimonianza di questo avvenimento.
Per nostra fortuna il mare 16 milioni di anni fa torna a farci visita.

Nell’età del Ferro la popolazione degli Ausoni occupava tutta la regione che corrisponde alla odierna Campania. Le fonti storiche non riescono a stabilire una precisa provenienza di queste genti. Ma si conosce benissimo gli eventi che hanno portato al loro annientamento; infatti dal nono e decimo libro di Livio si possono trarre chiaramente loro notizie. Furono distrutti e conquistati dai romani nel IV secolo a.C.. I poeti Latini in nome di un’antica tradizione chiamavano Ausonia tutta l’Italia.
Gli Aurunci costituivano la popolazione che nell’età del Ferro abitava il Lazio meridionale. Frequenti furono gli scontri con i romani che li costrinsero a rifugiarsi, dopo la sconfitta del 345 a.C., nel territorio di Suessa, distrutta anch’essa poco più tardi nel 337 a.C. Lo stesso Livio ne parla nei suoi libri.

Coreno all’epoca dei Romani
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Come si può evincere dai ritrovamenti il nostro territorio fu sicuramente abitato in epoca romana. Molto probabilmente in questo periodo non sorse una vera e propria città (visto che non esiste nessun cenno degli storici a tal riguardo, nemmeno in epoca classica) ma ci furono comunque degli stanziamenti di carattere sia militare che civile (ville signorili). Ciò è confermato, oltre che ovviamente dai resti che abbiamo descritto e documentato, anche da alcuni toponimi designanti le varie contrade che costituiscono la “zona” archeologica. In particolare le contrade “Campocese” e “Patrici”. Il primo nome dovrebbe derivare infatti da “campus caesari” ed è possibile ipotizzare che in quel luogo sorgesse un campo militare. Purtroppo allo stato attuale delle cose non abbiamo riscontri di altro tipo per confermare questa ipotesi. Il secondo invece deriva chiaramente da”patricius” (nobile, signore).
In effetti nella zona contrassegnata con tale nome sono stati rinvenuti, oltre a un certo numero di pietre lavorate, delle colonne di cui purtroppo non sappiamo il successivo utilizzo. Altri resti di colonne sono conservati da alcuni abitanti della zona; noi però non abbiamo avuta l’opportunità di poterli osservare.
Di epoca romana sono anche le anfore che secondo “voci” sono state ritrovate mentre venivano scavati dei pozzi e delle fondamenta di abitazioni.

La presenza di cave sul nostro territorio in tempi remoti rappresenta un’ulteriore conferma di quella continuità di insediamento che ha caratterizzato la zona. E’ assolutamente ipotizzabile un collegamento tra i resti ritrovati e l’attività di estrazione.
E’ ormai attestata infatti la sua presenza nei siti archeologici di Minturnae e di Pompei. D’altronde interessante a tal riguardo è stato il ritrovamento di alcune catene con cui sicuramente venivano controllati gli schiavi impiegati nelle cave. Purtroppo non siamo in grado di mostrare gli insediamenti delle antiche cave.

Bibliografia:
“Lo statuto di Coreno del 1614” di Don Giuseppe Lavalle
“Storia di Coreno” di Don Giuseppe Lavalle
“Chiese e Cappelle di Coreno” di Don Giuseppe Lavalle
“Città scomparse della Ciociaria – contributo storico archeologico alla conoscenza della regione” di Antonio Giannetti e Angelo Berardi
“Il manuale del Perlato Royal”
M. Cancellieri in “Enciclopedia Virgiliana”, s.v. Ausonia e Ausoni;
“Minturnae” Roma 1983
“Italia omnium terrarum alumna” Milano 1988, pp. 411-412, 519
“Italia omnium terrarum parens” Milano 1999, pp. 113-192 passim
“Popoli e Civiltà dell’Italia antica” cap. II, IV (?), VI 1974-1978, passim.

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